VISITE GENITORE FIGLI

Molti genitori che sono in procinto di separarsi si pongono il problema della regolamentazione delle visite tra il genitore non convivente con i figli ed i figli stessi.

Non è possibile dare una risposta univoca al quesito in quanto il calendario che viene predisposto dal Giudice varia in base a molteplici fattori:

-        età dei figli

-        impegni scolastici dei figli

-        impegni lavorativi dei genitori

-        distanza tra le due abitazioni

-        altro

 

Per fare un esempio, in caso di figli molto piccoli e di convivenza degli stessi con la madre, si preferisce evitare per i primi tempi il pernottamento del bambino presso l’altro genitore.

Un altro esempio, in caso di figlio minorenne ma di un’età che consente una certa autonomia, si preferisce demandare al rapporto genitore – figlio la regolamentazione dei tempi.

Vi sono casi in cui la distanza tra le due abitazione è notevole. In questo caso si predilige la permanenza dei figli presso il genitore non convivente in tempi più lunghi durante il periodo estivo, e così via.

 

In casi ordinari le visite genitore – figli vengono disposte nel seguente modo:

 

-        week end alternati dal venerdì sera fino al lunedì mattina quando i figli vengono riaccompagnati a scuola;

-        uno o due giorni infrasettimanali dalla sera fino al mattino quando i figli vengono riaccompagnati a scuola;

-        dai 15 ai 30 giorni durante le vacanze estive per periodi anche non consecutivi;

-        metà delle vacanze di Natale ad anni alterni e le vacanze di Pasqua ad anni alterni;

 

Da più parti è stato chiesto di poter garantire la bigenitorialità nei fatti arrivando a proporre una uguale permanenza dei figli presso l’uno e l’altro genitore, tenendo presente che molto spesso il genitore convivente è la madre.

Si è proposto anche uno scambio tra i genitori consentendo in tal modo ai figli di rimanere nella casa coniugale vivendo alternativamente con il padre e con la madre.

Tali considerazioni sono dettate dall’esigenza dei figli di conservare, come previsto dalla legge, il medesimo rapporto che avevano prima della separazione con entrambi i genitori tenendo anche presente che, in ogni caso anche il genitore non convivente deve organizzare la propria abitazione per poter accogliere i figli, con conseguente impegno economico.

 

Sarebbe, infine, opportuno che i genitori, nonostante la conflittualità del rapporto, riuscissero ad aprire il dialogo nell’interesse dei figli minori.