Separazione giudiziale

 

 

Separazione giudiziale

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La separazione giudiziale prevede l’assistenza legale di un solo coniuge che non ha raggiunto un accordo per la separazione, ovvero non ha nessuna intenzione di separarsi sebbene sia stato convenuto nel procedimento, ovvero ritiene opportuno instaurare un procedimento litigioso con il partner per la richiesta di addebito, assegno, assegnazione casa coniugale e altro.

Separarsi giudizialmente vuol dire iniziare un processo individuale volto al cambiamento totale della propria vita, delle proprie abitudini, dei rapporti con i componenti della famiglia.

La separazione comporta un incremento dei costi fino ad allora condivisi con il coniuge, oltre che la presa di coscienza che gli obiettivi comuni dovranno necessariamente intraprendere direzioni diverse.

È necessario, pertanto, affidare con estrema fiducia la situazione al proprio legale che seguirà il percorso della separazione sotto tutti gli aspetti: da un lato quello economico al fine di tutelare gli interessi del cliente, dall’altro quello del rapporto con i figli per garantire il rispetto assoluto della bigenitorialità.

Discorso a parte merita l’eventuale richiesta di addebito: molti clienti si chiedono quali vantaggi vi siano in una eventuale richiesta di addebito della separazione al marito o alla moglie. L’addebito in sostanza fa perdere al coniuge il diritto all’assegno di mantenimento e i diritti successori. Ottenere l’addebito della separazione, però, non è così immediato. Occorre dimostrare che il comportamento del coniuge è stata l’unica causa di fallimento del matrimonio.

In particolare per quanto riguarda il tradimento non necessariamente la separazione verrà addebitata al coniuge che ha tradito se non si prova che è stata la causa determinante la separazione.

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