Mantenimento coniuge e una tantum

 

Mantenimento coniuge e una tantum

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Il coniuge ha diritto ad essere mantenuto dall’altro? Dipende. Se entrambi i coniugi lavorano no. Se sono cambiate le condizioni dei coniugi dal momento della separazione l’eventuale assegno di mantenimento può essere ridotto o azzerato. La giurisprudenza della Cassazione ha lavorato molto in questo senso per stabilire che il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio non è più un parametro di riferimento per prevedere l’assegno di mantenimento. Quindi anche se c’è uno squilibrio patrimoniale tra i due coniugi, ma entrambi lavorano ed hanno uno stipendio, alcun assegno sarà previsto.

È inutile chiedere un mantenimento solo perché l’altro guadagna tre volte di più se il coniuge ha un reddito. Nulla verrà dato.

Se però il coniuge più debole nonostante lo stipendio non riesce ad avere una propria indipendenza? Secondo il Tribunale di Milano questa indipendenza vale mille euro al mese. Sopra non si prevede alcun assegno, sotto sì. Ma se questo stipendio inferiore ai mille euro dipende da una volontà del coniuge che ha deciso di ridurre il proprio orario di lavoro, oppure si è licenziato, allora si può discutere del diritto a percepire un assegno di mantenimento. I casi sono talmente diversi gli uni dagli altri che sarebbe impossibile fare tutte le previsioni possibili in poche pagine. Conviene quindi consultarsi con un avvocato esperto in divorzio.

Un altro argomento che deve essere necessariamente affrontato è quello relativo alla possibilità di versare una somma totale per evitare di dover pagare ogni mese un assegno di mantenimento. In sede di divorzio è possibile quantificare, sempre che sia dovuto, un quid unico. Nel caso in cui ciò sia previsto, nient’altro dovrà essere dato al coniuge economicamente più debole. Vi sono vantaggi e svantaggi per chi sceglie questa opzione.

Chi riceve una somma unica non potrà dopo chiedere altre somme. Perde anche il diritto alla quota di TFR, alla pensione di reversibilità e in caso di morte all’eventuale assegno a carico dell’eredità. Solo nel caso in cui il beneficiario dell’assegno si trovi in stato di necessità potrà richiedere gli alimenti. Il vantaggio di chi riceve è quello di avere una somma unica più sostanziosa.

Chi invece versa l’assegno non potrà dedurlo dal reddito.

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