RECLAMO E CONTESTAZIONE DI FIGLIO

 

 

Reclamo e contestazione dello stato di figlio

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Può accadere, e spesso accade, che due neonati vengano scambiati di culla o che il figlio riconosciuto dai genitori sia in realtà il figlio partorito da un’altra donna o che, vista l’evoluzione genetica in materia di fecondazione assistita, vi sia stato uno scambio di patrimonio tra le coppie. Nel momento in cui i genitori si rendono conto che il figlio non è geneticamente loro cosa possono fare. Se invece il figlio ormai grande scopre di non essere figlio di quei genitori che lo hanno trattato come tale, può ancora fare qualcosa?

Effettivamente il legislatore ha consentito di porre rimedio agli errori e di allineare la verità con la realtà per mezzo di due rimedi: l’azione di reclamo dello stato di figlio e di contestazione dello stato di figlio.

 

Azione di reclamo

L’azione di reclamo di figlio ha subito un radicale cambiamento in seguito alla riforma della filiazione nel 2013. Prima vi era la distinzione tra figlio legittimo e figlio naturale, il primo nato in costanza di matrimonio ed il secondo da coppie non sposate. La differenza tra i due tipi di figli era sostanziale in quanto essendo la famiglia fondata sul matrimonio secondo la Costituzione, solo i figli legittimi potevano godere dei privilegi e della protezione da parte dell’ordinamento. Fortunatamente la riforma ha abolito questa distinzione riconducendo entrambe le figure allo status di solo figlio.

L’azione di reclamo di figlio, pertanto, non compete più solo al figlio nato in costanza di matrimonio, ma a tutti i figli. Second l’art. 239 c.c. “Qualora si tratti di supposizione di parto o di sostituzione di neonato, il figlio può reclamare uno stato diverso. L’azione di reclamo dello stato di figlio può essere esercitata anche da chi è nato nel matrimonio ma fu iscritto come figlio di ignoti, salvo che sia intervenuta sentenza di adozione. L’azione può inoltre essere esercitata per reclamare uno stato di figlio conforme alla presunzione di paternità da chi è stato riconosciuto in contrasto con tale presunzione e da chi fu iscritto in conformità di altra presunzione di paternità. L’azione può, altresì, essere esercitata per reclamare un diverso stato di figlio quando il precedente è stato comunque rimosso.”

Nel caso in cui un soggetto scopra di essere figlio biologico di genitori diversi rispetto a quelli che sono riportati sul proprio atto di nascita potrà esercitare l’azione in ogni momento sempre che sussistano i presupposti previsti dall’art. 239 c.c.

Tale azione può essere anche esercitata da chi sopra di essere stato registrato come figlio di genitori ignoti sebbene nato da due coniugi.

 

Contestazione dello stato di figlio

Questa azione è prevista dall’art. 240 c.c. che recita “Lo stato di figlio può essere contestato nei casi di cui al primo e secondo comma dell’articolo 239 c.c.”.

I casi in cui è esperibile tale azione sono i medesimi del reclamo dello stato di figlio ma la differenza è il fine che si vuole ottenere. Mentre con l’azione di reclamo un soggetto chiede di essere riconosciuto come figlio biologico di genitori diversi da quelli che hanno registrato la nascita, con l’azione di contestazione il figlio tende a contestare lo stato di figlio affinché venga eliminato dall’atto di nascita.

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